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	<title>M.S.I. - DESTRA NAZIONALE</title>
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	<description>MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE - Sito Ufficiale</description>
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		<title>Cosa ci fanno Italiani , come Roberto Fiore a Damasco, in incontri con esponenti del Governo Siriano di Assad??? vogliono indagare i nostri potenti Servizi poco Segreti&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siria: terra di guerra, terra di pace, di Roberto Fiore da Forza Nuova Campania per la ricostruzione nazionale (Note) Sabato 15 giugno 2013 alle ore 15.12 La presenza di due dirigenti di Forza Nuova in Siria, laddove è scomparsa totalmente in questo &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1641">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="contentArea">
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<h2>Siria: terra di guerra, terra di pace, di Roberto Fiore</h2>
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<p>La presenza di due dirigenti di Forza Nuova in Siria, laddove è scomparsa totalmente in questo momento la presenza italiana, sia di giornalisti che di diplomatici, è per noi motivo d&#8217; orgoglio. La nostra visita assume una particolare rilevanza nella raccolta diretta di informazioni e testimonianze fondamentali per comprendere esattamente ciò che sta avvenendo nella terra che ospita una delle civiltà più antiche del mondo.  Lo scontro in atto vede da una parte un Governo che si attesta su posizioni social nazionali, storicamente anti-sionista e che ha fondato la sua autorità sulla tolleranza e la convivenza fra le differenti religioni. Bashar Al-Asad è oggi sostenuto dall&#8217; Iran, dal partito libanese Hezbollah ed è indirettamente supportato dall&#8217; Iraq, dalla Federazione Russa e dal resto del Libano. Dall&#8217; altra parte, al di là delle retoriche internazionali, vi è un esercito composto per un 30% di effettivi oppositori del Governo di Assad e per il 70%da militanti salafiti e wahabiti, che costituiscono oggi il nocciolo più duro del fondamentalismo islamico. Questo schieramento è finanziato dal Qatar e dall&#8217; Arabia Saudita, ed è appoggiato strutturalmente dal Governo Turco assieme agli U.S.A, alla Francia e all&#8217; Inghilterra. Durante la nostra permanenza a Damasco abbiamo incontrato le più alte cariche dello Stato: il Primo Ministro Al-Halqi, il Ministro dell&#8217; Informazione Omran Ahed Al-Zouabi e il Vice Ministro degli Esteri Faisal Al Mekdal, la più alta carica religiosa sunnita, il Mufti di Damasco, il Vescovo Ortodosso e alcune ONG siriane che svolgono un intenso lavoro di supporto per la popolazione. Ciò che la stampa internazionale sta nascondendo è la serie continua e inquietante di attacchi da parte dei miliziani salafiti ai propri correligionari, ai cristiani, e ai siriani in generale. In particolare le azioni di depredazione e di violenza nei confronti del popolo siriano hanno raggiunto livelli gravissimi. Di seguito alcuni esempi: 1. lo smantellamento di numerose industrie che si trovavano sul territorio nazionale siriano e lo spostamento delle stesse sul territorio turco, assieme alla concreta occupazione da parte degli stessi turchi dei pozzi petroliferi siriani a nord della Siria con conseguente impoverimento del paese e arricchimento dell&#8217; aggressore turco.2. la distruzione di chiese, l&#8217; assassinio e la condanna a morte di giovani considerati infedeli: negli scorsi giorni un giovane quattordicenne è stato condannato a morte e giustiziato davanti ai genitori per aver nominato il nome di Maometto invano.3. l&#8217; esazione di tasse verso i cristiani attraverso la confisca mensile di animali e donne sotto minaccia e ricatto di sterminio di queste comunità, da parte degli stessi militanti salafiti.4. L&#8217; assassinio del figlio del Mufti di Damasco e i tentativi di assassinare gli esponenti del Governo siriano che sono tutti culminati in stragi che hanno avuto come vittime numerosi civili.</p>
<p>La nostra impressione è che, qualora i ribelli fondamentalisti  dovessero vincere la guerra, si instaurerebbe, nell&#8217; attuale Siria, un califfato oscurantista dove sarebbe applicata la Sharia e dove non sarebbero più tollerate la maggior parte delle libertà concrete. Coloro che difendono lo Stato siriano, al contrario, difendono uno storico e antico costume di tolleranza e di coabitazione fra religioni, che ha consentito che per decenni dominasse la pace incontrastata. L&#8217; esercito dei ribelli riceve somme enormi dal Qatar. Lo stesso Paese, per ottenere la discesa in campo della Francia e l&#8217; attestazione francese su posizioni interventiste relativamente al conflitto, ha depositato 15 miliardi di dollari nelle casse delle banche francesi, impedendo così l&#8217; imminente declassamento della Francia a livello di rating &#8220;B&#8221;. La Turchia, da parte sua, ha invece consentito il passaggio, dal confine condiviso al nord del paese, di un numero importante di militanti salafiti che sono penetrati massicciamente in Siria con armi e denaro: tutto questo è in flagrante violazione della Ris. 1373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che disciplina il divieto per gli stati sovrani di appoggiare e supportare gruppi terroristici. Lo stato siriano dispone comunque di un forte esercito e di un economia ordinata, seppure debole. Questo ha fatto sì che la città di Damasco sia ancora totalmente in mano al Governo legittimo e che la gran parte del paese non abbia ancora effettivamente conosciuto la parte più cruda della guerra. Al contrario le città di Homs e Aleppo sono ancora totalmente o in parte in mano ai ribelli. L&#8217; elemento che ha costituito il giro di boa nel attuale evoluzione del conflitto è stato sicuramente l&#8217; intervento delle milizie di Hezbollah, un partito la cui vocazione principale è l&#8217; antisionismo e che ha deciso di intervenire nel conflitto siriano anche per prevenire un&#8217; eventuale espandersi dello scenario di guerra a livello regionale. Sorprendente e risolutivo è stato l&#8217; attacco delle milizie del &#8220;partito di Dio&#8221; ad Al Qusayr, che era controllata da circa 4500 ribelli salafiti: sono bastati mille Hezbollah per espugnare la città e invertire il corso della guerra. Nel colloquio avuto in Libano con il responsabile degli affari internazionali di Hezbollah mi è stato riferito del verificarsi nel corso del conflitto di tentativi di vero e proprio genocidio etnico e religioso da parte dei ribelli salafiti, ai quali il partito libanese ha reagito nelle scorse settimane con l&#8217; attuazione di un programma di addestramento dei giovani appartenenti alle diverse comunità religiose, in particolare ai cristiani e con la successiva costituzione di gruppi di difesa popolare. Forza Nuova si adopererà già dalle prossime ore nel creare dei canali di informazione alternativa e per informare l&#8217; opinione pubblica sul drammatico esacerbarsi di una situazione che potrebbe concludersi nel peggiore dei modi non solo con il crollo della Siria legittima, ma anche con il conseguente inizio in Europa di una guerra terroristica già preannunciata dai numerosi salafiti catturati e dalle numerose fatwa in cui diversi imam hanno definito con chiarezza il percorso che porterebbe dalla creazione di un califfato fodamentalista in Medio Oriente all&#8217; assalto all&#8217; Europa.  E&#8217; fondamentale inoltre che il nostro movimento metta a disposizione la sua organizzazione e le sue intelligenze nel collegamento diretto non solo con il Governo Siriano e gli Hezbollah, ma anche con quelle comunità, in particolar modo cristiane, che vedono il proprio futuro incerto se non già drammaticamente compromesso da questo vero e proprio assalto di forze incivili, crudeli e ben foraggiate. Oggi è per noi impossibile voltare le spalle al popolo siriano e al suo Governo legittimo e pertanto diviene necessario mobilitarci nel sostenere quelle che appaiono sempre di più come forze del bene. In Siria non è in atto un conflitto regionale ma lo scontro tra due visioni del mondo, una oligarchica, fanatica e anti umana, l&#8217; altra legata alle libertà, alle tradizioni e all&#8217; indipendenza dei popoli.</p>
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<p>Dio salvi la Siria , Terra di pace.</p>
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		<title>Sartori: dopo la polemica con il Corriere della sera &#8221; Potrei lasciare, kienge non è intoccabile&#8221;&quot; infatti&#8230;&#8230;&#8230;..</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 22:16:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Corriere della Sera, polemica con Sartori: “Potrei lasciare. Kyenge non è intoccabile” Il politologo e professore universitario attacca dalle colonne del quotidiano milanese il neo ministro: &#8220;Cosa ne sa di integrazione e ius soli?&#8221;. E il Corsera non pubblica il &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1639">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Corriere della Sera, polemica con Sartori: “Potrei lasciare. Kyenge non è intoccabile”</h1>
<h2>Il politologo e professore universitario attacca dalle colonne del quotidiano milanese il neo ministro: &#8220;Cosa ne sa di integrazione e ius soli?&#8221;. E il Corsera non pubblica il pezzo come articolo di fondo, spostandolo sulla colonna destra. Lui: &#8220;Se lo avessi saputo lo avrei ritirato&#8221;. La titolare dell&#8217;Integrazione replicherà &#8220;nei prossimi giorni con una lettera al giornale&#8221;</h2>
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<p><img id="no-script-hide" title="Corriere della Sera, polemica con Sartori: “Potrei lasciare. Kyenge non è intoccabile”" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/05/kyenge_interna-nuova_ok.jpg?adf349" alt="Cecile Kyenge" width="630" height="200" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/05/kyenge_interna-nuova_ok.jpg?adf349" data-lazy-loaded="true" /></p>
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<p>Più informazioni su: <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/tag/cecile-kyenge/" rel="tag">Cecile Kyenge</a></strong>, <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/tag/corriere-della-sera/" rel="tag">Corriere Della Sera</a></strong>, <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/tag/giovanni-sartori/" rel="tag">Giovanni Sartori</a>.</strong></p>
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<p>“Cosa sa il ministro <strong>Kyenge</strong> di integrazione?”. E’ questa la domanda che<strong> Giovanni Sartori</strong>, professore universitario ed editorialista del <em>Corriere della Sera</em> pone nello spazio che abitualmente ha sulla testata. Un editoriale dal titolo “<em>Ius soli, integrazione e una catena di equivoci</em>“ che stavolta <strong>editoriale</strong> non è, perché posto in una posizione anomala rispetto al solito (in taglio medio sulla destra anziché sulla colonna sinistra). E che scatena la polemica.</p>
<p>Nel richiamo in prima pagina Sartori scrive: “Letta conosce i nostri politici, eppure ha messo insieme un governo Brancaleone da primato”. Come esempio di <strong>inesperienza</strong>, il professore chiama in causa proprio il ministro dell’Integrazione, ritenuto un caso “di particolare importanza”. “Nata in Congo, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di integrazione,<strong> ius soli</strong> e correlativamente di ius sanguinis?”, chiede allora Sartori.</p>
<p>“La brava ministra ha anche scoperto che il nostro è un <strong>Paese meticcio</strong>. Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio – spiega il professore – ma l’<strong>Italia</strong> proprio no”. Il professore continua illustrando quelle che ritiene le “migliori” affermazioni del neo ministro Kyenge, fino a raggiungere quella che ritiene essere la “più bella”: “La nostra presunta esperta di immigrazione – scrive Sartori – dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso<strong> cittadini integrati</strong>. Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra del sultanato di Dehli che durò dal XII al XVI secolo e poi dell’impero Moghul che controllò quasi tutto il continente indiano tra il Xvi secolo e l’arrivo delle Compagnie occidentali?”</p>
<p>Parole critiche che il giornale non ha voluto posizionare nello spazio riservato ad esprimere il pensiero e la<strong> linea editoriale</strong> della testata stessa. E alle quali il ministro Kyenge “replicherà nei prossimi giorni, con una lettera al Corriere della Sera”, fa sapere il portavoce del ministro Cosimo Torlo.</p>
<p>Sartori però non ha gradito il “trasloco”: “Se mi avessero detto che avrebbero messo il mio articolo in quel modo lo avrei<strong> ritirato</strong>, com’è previsto dagli accordi. Al Corriere si sono comportati in modo<strong>scorretto</strong> e<strong> offensivo</strong>, mi hanno fatto una cosa che mi ha indignato senza dirmelo”,  affermato il politologo ai microfoni della Zanzara su Radio 24. Ma lei potrebbe interrompere la collaborazione col Corriere, chiedono i conduttori? “Sì, chiederò spiegazioni – risponde Sartori – Gli accordi sono che o lo mettono come editoriale o non lo mettono e ho facoltà di ritirarlo. Peggio di così non mi potevano sistemare, una<strong> cosa ridicola</strong>. Lo avrei ritirato di sicuro. In 50 anni col Corriere non era mai successo”. “E’ un articolo <strong>molto educato</strong> sul problema dell’integrazione – conclude Sartori – un problema che un oculista non conosce per niente. La Kyenge non è <strong>intoccabile</strong>”.</p>
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		<title>kienge, per chi non lo sapesse, la signora negra che fa il Ministro&#8230;&#8230;&#8230; dice di lei Sartori: &#8221; la kienge non sa l&#8217;Italiano, non può fare il ministro&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 17:37:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sartori: &#8220;La Kyenge non sa l&#8217;italiano, non può fare il ministro&#8221; Un attacco duro contro il ministro dell&#8217;Integrazione. Stavolta a firmarlo è il politologo di punta del Corriere: &#8220;Non possiamo integrarci, la ministra nemmeno sa cosa significa meticcio&#8221; 17/06/2013 nella &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1635">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<h1>Sartori: &#8220;La Kyenge non sa l&#8217;italiano, non può fare il ministro&#8221;</h1>
<h2>Un attacco duro contro il ministro dell&#8217;Integrazione. Stavolta a firmarlo è il politologo di punta del Corriere: &#8220;Non possiamo integrarci, la ministra nemmeno sa cosa significa meticcio&#8221;</h2>
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<div><span style="font-size: 16px;">17/06/2013</span></div>
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<div><img title="" src="http://www.liberoquotidiano.it/resizer.jsp?img=zcVYnplgPUz172yzkskrepXimqyIDfhSeyuWD3h%2BbQM%3D&amp;w=470&amp;h=-1&amp;maximize=true" alt="Il Corriere contro la Kyenge:&lt;br /&gt;<br />
&quot;Studia l'italiano, non lo sai.&lt;br /&gt;<br />
Non sei adatta a fare il ministro&quot;" />nella foto la Signora negra Cécile Kyenge</div>
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<p><strong>Giovanni Sartori</strong>, storico politologo antiCav sul <em>Corriere della Sera</em> questa volta bastona e non poco il ministro dell&#8217;Integrazione<strong> Cecile Kyenge</strong>. Il Prof Sartori dedica al ministro di colore un editoriale al veleno. Sartori apre dicendo che Letta ha scelto male il ministro dell’Integrazione. “Nata in<strong> Congo</strong>, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di integrazione, di ius soli e correlativamente di ius sanguinis?”. Difficile, secondo lui che la Kyenge possa capirne qualcosa di questi temi. Ma la stoccata al veleno di Sartori non finisce qui. Il politologo va oltre e bacchetta il ministro colpevole di non aver letto il suo libro <em>Pluralismo, Multiculturalismo e Estranei</em>. E si lamenta che la sua proposta sulla residenza permanente sia stata “ignorata da tutti”.</p>
<p><strong>Lezione d&#8217;Italiano -</strong> Poi Sartori dà anche una lezione di &#8220;italiano&#8221; alla Kyenge. Secondo il Prof a quanto pare il ministro non conosce bene la nostra lingua. Così il politologo, le spiega cosa significa il termine &#8220;meticcio&#8221;: &#8220;La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese<strong> meticcio</strong>. Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l&#8217;Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava moglie e buoi dei paesi tuoi. E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici. Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini integrati&#8221;.</p>
<p><strong>La Kyenge non è integrata </strong>- E dopo la lezione d&#8217;Italiano Sartori conclude con uno sfottò ancora più esplicito e accusa la Kyenge di non conoscere bene la storia e soprattutto di ignorare il fatto che l&#8217;integrazione tra etnie diverse non ha mai funzionato. Così Sartori attacca: &#8220;Questa è da <strong>premio Nobel</strong>. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell&#8217;Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l&#8217;arrivo delle Compagnie occidentali? All&#8217;ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall&#8217;India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l&#8217;uno contro l&#8217;altro&#8221;. Sartori anche in chiusura non ha esaurito la scorta di veleno e chiude con una sentenza sul ministro: &#8220;Più disintegrati di così si muore&#8221;. Ma non dite che il <em>Corriere</em> è un giornale razzista.</p>
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		<title>MIGLIAIA DI CLANDESTINI, CHE PER ORDINE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA SIGNORA BOLDRINI, VENGONO CHIAMATI &#8220;&#8221;MIGRANTI&#8230;..COME GLI UCCELLI&#8221;&quot;&#8221;&#8230;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jun 2013 15:53:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Sicilia, nuovi sbarchi di (&#8220;migranti&#8221; , come il padulo uccello rarissimo) CLANDESTINI fra ieri e oggi più di 900 arrivi Nella giornata di sabato seicentonovanta persone arrivate nell&#8217;isola; questa mattina altre 259 in tre distinte operazioni di soccorso &#160; &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1633">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<h1>Sicilia, nuovi sbarchi di (&#8220;migranti&#8221; , come il padulo uccello rarissimo)</h1>
<h1>CLANDESTINI<br />
fra ieri e oggi più di 900 arrivi</h1>
<h3>Nella giornata di sabato seicentonovanta persone arrivate nell&#8217;isola; questa mattina altre 259 in tre distinte operazioni di soccorso</h3>
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<p>&nbsp;</p>
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<h4><a title="Sbarchi in Calabria e Sicilia: anche una neonata" href="http://video.repubblica.it/dossier/emergenza-lampedusa-2010/sbarchi-in-calabria-e-sicilia-anche-una-neonata/132141/130662">Sbarchi in Calabria e Sicilia: anche una neonata</a></h4>
</li>
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<p>Si sono concluse, con l&#8217;arrivo delle motovedette della Guardia Costiera nel porto di Lampedusa, operazioni di soccorso condotte fra ieri e stanotte nel Canale di Sicilia. Complessivamente sono 259 le persone salvate in tre distinti interventi, dopo che ieri erano approdati sulle coste siciliane 690 migranti.</p>
<p>I primi ad arrivare, alle 5.30 di questa mattina, 109 persone &#8211; tutti uomini di presunta nazionalità eritrea &#8211; imbarcati su Nave Libra della Marina Militare e su una motovedetta della Guardia Costiera. Alle 7 sono approdati anche i 95 migranti soccorsi nella notte da una motovedetta della Guardia Costiera e da una della Guardia di Finanza mentre erano aggrappati a una gabbia per tonni trainata da un motopesca tunisino. Dieci minuti dopo sono giunti in porto anche i 55 migranti &#8211; tra i quali 8 donne e un minore &#8211; soccorsi prima dal peschereccio italiano &#8220;End&#8221; e successivamente trasbordati su una Motovedetta della Guardia Costiera.</p>
<p>Infine lungo il litorale di Siracusa, tra Punta del Pero e Terra Uzza, in nottata sono stati rintracciati a terra dalla Polizia 20 migranti. Le motovedette della Capitaneria di porto di Siracusa hanno perlustrato il tratto di litorale alla ricerca del barcone utilizzato per la traversata, ma senza esito.
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		<title>Il Duca Invitto, si sta rivoltando nella tomba&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 14:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«O MORTI GLORIOSI D&#8217;ITALIA DA QUESTO CIMITERO DEGLI INVITTI CHE É SINTESI IMMORTALE DEI SACRIFICI E DELLA GLORIA DELLA PATRIA EMANA UNA LUCE COME DI BALENO CHE SARÀ IL FARO D&#8217;ITALIA». «&#8230; in mezzo agli eroi della Terza Armata. Sarò con essi vigile e &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1628">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">«<strong><em>O MORTI GLORIOSI D&#8217;ITALIA DA QUESTO CIMITERO DEGLI INVITTI CHE </em></strong><strong><em>É SINTESI IMMORTALE DEI SACRIFICI E DELLA GLORIA DELLA PATRIA </em></strong><strong><em>EMANA UNA LUCE COME DI BALENO CHE SARÀ IL FARO D&#8217;ITALIA</em></strong>».</p>
<p style="text-align: center;">«&#8230; <strong><em>in mezzo agli eroi della Terza Armata. Sarò con essi vigile e sicura scolta alle frontiere d&#8217;Italia, al cospetto di quel Carso che vide epiche gesta ed innumeri sacrifici vicino a </em></strong><strong><em>quel mare che accolse le salme dei marinai d&#8217;Italia</em></strong>».</p>
<p style="text-align: center;">
<p align="center"><strong>  Agli Invitti</strong></p>
<p align="center"><strong>che diedero per la Patria tutto il sangue</strong></p>
<p align="center"><strong>solo è degno di accostarsi chi ha nel cuore la Patria.</strong></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>O viventi che uscite</strong></p>
<p align="center"><strong>se per voi non duri e non cresca la gloria della Patria noi saremo morti invano.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.destranazionale.org/wp-content/uploads/2013/06/250px-2nd_Duke_of_Aosta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1629" title="250px-2nd_Duke_of_Aosta" src="http://www.destranazionale.org/wp-content/uploads/2013/06/250px-2nd_Duke_of_Aosta.jpg" alt="" width="250" height="342" /></a>Il Duca d&#8217;Aosta Comandante della TERZA ARMATA INVITTA</p>
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		<title>PLATONE</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 11:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Quando il cittadino accetta che chiunque gli capiti in casa, da qualunque parte venga, possa acquisirvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1623">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quando il cittadino accetta che chiunque gli capiti in casa, da qualunque parte venga, possa acquisirvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine: così muore la democrazia, per abuso di se stessa e, prima che nel sangue, nel ridicolo.&#8221; Platone</p>
<p>Tira una brutta aria in Italia. Il Sistema sempre più marcescente è a caccia di dissidenti.<br />
Si fanno interrogazioni parlamentari per chiudere siti di informazione – cosa che se avvenisse in Russia, mobiliterebbe Amnesty International e codazzo vario -; si cerca di introdurre cambiamenti sostanziali ad una legge fondamentale, come quella sulla Cittadinanza, inserendoli in leggi che nulla hanno a che vedere con il tema; si eleggono sindaci che rappresentano il 25% dei cittadini che governeranno; si persegue chi scrive qualcosa su internet e si fa ministro chi entra in Italia da clandestino; si costruiscono campi nomadi e si sfratta i malati di Alzheimer; si tassa qualunque cosa in nome dell’eurofanatismo. Se non ve ne siete accorti: viviamo sotto una dittatura. Che non usa i carri armati, usa il corrotto linguaggio della propaganda e della menzogna.</p>
<p>E non ammette il dissenso. Chi osa opporsi viene condannato al pubblico ludibrio e gettato in pasto ad una folla di fanatici digitali, le cui capacità intellettive sfidano quelle morali. Se non pensi come loro, non hai diritto ad “esistere”. E’ l’ostracismo democratico. Solo che. nelle antiche polis greche, l’ostracismo era il mezzo con il quale la maggioranza puniva individui con idee minoritarie. Oggi invece, avviene il contrario: sono le minoranze iper-attive a dettare i tempi della censura. Tutto il sistema mediatico è servo ed espressione di questo nuovo tipo di governo: la <em>microcrazia</em>.<br />
La maggioranza sottomessa al potere di una miriade di minoranze esagitate di attivisti che, muovendosi in modo frenetico, appaiono più di quelli che sono. Ma nel mondo mediatico odierno<em>dell’apparire</em>, dove l’apparenza domina sulla sostanza, questo comportamento è vincente.<br />
La maggioranza è silenziosa e per questo succube di schegge frenetiche di disadattati.</p>
<p>Gay, xenofili e fanatici dell’euro sono pochi, ma sono molto attivi. Attivisti gay – potremmo chiamarli “checche frenetiche” – non gli omosessuali in quanto tali, sono talmente attivi da sembrare maggioranza. Ci sono, ogni giorno, centinaia di aggressioni da parte di immigrati ai danni di italiani o di altri immigrati – nessuno dice nulla – se poi un giorno, casualmente, la vittima dell’aggressione è un omosessuale – ancora meglio un gay – parte il battage mediatico.<br />
O-M-O-F-O-B-I-A a caratteri cubitali viene gridata da tutti i media di distrazione di massa.<br />
Stessa sorte quando la vittima è un non-italiano: R-A-Z-Z-I-S-M-O è il mantra dei giornali.</p>
<p>Questo perché hanno costruito una rete mediatica efficace. Questo perché in mezzo alla maggioranza di “molecole calme”, loro sono “molecole frenetiche”. E se quelle “molecole calme” non iniziano ad “agire”, verranno lentamente soffocate. La nostra società sta morendo di inedia e si sta consegnando ad una <em>microcrazia </em>fanatica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;ACCUSA  Sgarbi: &#8220;La lettera del 17enne gay pubblicata da &#8216;Repubblica&#8217; è un falso&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 19:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ACCUSA Sgarbi: &#8220;La lettera del 17enne gay pubblicata da &#8216;Repubblica&#8217; è un falso&#8221; Il critico d&#8217;arte: &#8220;Chi l&#8217;ha scritta non esiste. E&#8217; un trucco per far abboccare la Boldrini. Nessun giovane scriverebbe pensieri come questi&#8221;. E su Bondi&#8230; Share on &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1620">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>L&#8217;ACCUSA</p>
<h1>Sgarbi: &#8220;La lettera del 17enne gay pubblicata da &#8216;Repubblica&#8217; è un falso&#8221;</h1>
<h2>Il critico d&#8217;arte: &#8220;Chi l&#8217;ha scritta non esiste. E&#8217; un trucco per far abboccare la Boldrini. Nessun giovane scriverebbe pensieri come questi&#8221;. E su Bondi&#8230;</h2>
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<p>27/05/2013</p>
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&quot;La lettera del 17enne gay?<br />
Un falso. Davide non esiste&quot;" />Vittorio Sgarbi</p>
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<p>Qual è il tuo stato d&#8217;animo?</p>
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<p><a>Triste</a></p>
<p>2</p>
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<p><a>Stupito</a></p>
<p>4</p>
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<p><a>Allegro</a></p>
<p>30</p>
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<p><a>Arrabbiato</a></p>
<p>9</p>
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<li><a href="http://www.liberoquotidiano.it/#">A</a></li>
<li><a href="http://www.liberoquotidiano.it/#">A</a></li>
<li><a href="http://www.liberoquotidiano.it/#">A</a></li>
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<p><a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/1250097/Ferrara_contro_la_morale_di_Repubblica____E_la_nuova_Sodoma_e_Gomorra___Ruby_sgualdrina__un_gay_%C3%A8_un_eroe_.html">Dopo <strong>Giuliano Ferrara</strong></a>, tocca a<strong>Vittorio Sgarbi &#8220;</strong>sbugiardare&#8221; <em>Repubblica</em>. Mentre il primo si è soffermato sul doppiopesismo del quotidiano di <strong>Ezio Mauro</strong>, il vulcanico critico d&#8217;arte si dice convinto che la lettera del 17enne omosessuale, <strong>Davide Tancredi</strong>, spedita al quotidiano sia un falso. Lo scrive in un editoriale al vetriolo su <em>Il Giornale</em>.</p>
<p><strong>La lettera è falsa - </strong>Prima critica la retorica della presidente della Camera<strong> Laura Bolrdini</strong>, tra i primi a rispondere al giovane Davide proprio con una lettera che si chiudeva così: &#8220;Mi farebbe piacere incontrarti nei prossimi gironi alla Camera&#8221;. Poi, partendo proprio dalla chiusa della missiva, Sgarbi rilancia: &#8220;Ecco, con questa chiusura formidabile, la Boldrini ci consente una perfida e diabolica scommessa: questo incontro non avverrà mai. Perché l<a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/1249335/Unioni_gay__Bondi__bacchetta_cattolici__del_Pdl___L_amore__prima_di_tutto_.html">a lettera che ha turbato e commosso<strong> Bondi</strong></a> e la <strong>Boldrini</strong> e indignato <strong>Ferrara</strong>, è, ad evidenza, un falso. Salvo che non trovino una controfigura omonima e coincidente per età e condizione, Davide Tancredi non esiste&#8221;.</p>
<p><strong>Creato ad arte? - </strong>Tutto inventato? Così la pensa Sgarbi, che punta l&#8217;indice contro il quotidiano di Largo Forchetti: &#8220;È un&#8217;abilissima invenzione giornalistica di <em>Repubblica</em>. E chi ha scritto la lettera ha messo in fila i luoghi comuni del conformismo progressista, dopo le mode dell&#8217;outing e l&#8217;urgenza a deliberare dei parlamenti, dalla Spagna alla Francia, con l&#8217;Italia arretrata perché troppo vicina alla Chiesa romana&#8221;. Non sono solo supposzioni. Sgarbi prova ad argomentare la sua tesi smontando pezzo dopo pezzo la lettera: &#8220;Il falsario si tradisce con l&#8217;esordio troppo facile, un&#8217;apertura da vecchio attore consumato: &#8216;Caro Direttore, questa lettera è, forse, la mia unica alternativa al suicidio&#8217;. Quel &#8216;forse&#8217; &#8211; scrive ancora Sgarbi &#8211;  è illuminante, perché il suicidio di Davide sarebbe il gesto simmetrico rispetto a quello &#8216;vano&#8217; dell&#8217;omosessuale vecchio e di destra che si è ucciso a Notre Dame,<strong>Dominique Venner</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Il finto giovane - </strong>Insomma, per Sgarbi dietro la lettera c&#8217;è la manina di qualche giornalista di <em>Repubblica</em>. Il caso sarebbe stato costruito ad arte per sollecitare politiche favoreli al riconoscimento delle coppie gay. Proprio come sta avvenendo in Francia. Le parole scritte nella lettera non convincono nemmeno un po&#8217; Sgarbi, che accusa: &#8220;Il furbo intellettuale contemporaneo, mascherato o travestito, gli fa dire: &#8216;Io non chiedo che il Parlamento si decida a redigere una legge per i matrimoni gay &#8211; non sono così sconsiderato &#8211; chiedo solo di essere ascoltato&#8217;. Fino al sublime: &#8216;Un paese che si dice civile non può abbandonare dei pezzi di se&#8217;. Nessun giovane, se non finto, e per far abboccare la Boldrini, scriverebbe pensieri come questi&#8221;, è la conclusione di Sgarbi.</p>
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		<title>I nuovi dittatori dei diritti civili &#8211; I RICCHIONI &#8211; ancora per poco si può dire, tra poco dirlo sarà un reato&#8230;&#8230;&#8230;..</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 18:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; I nuovi dittatori dei diritti civili GLI  OMOSESSUALI Al razzismo etico oggi non manca una precettistica moralista e una teoria dei diritti umani e individuali Marcello Veneziani - Lun, 27/05/2013 &#8211; 15:15 commenta Il suicidio di Dominique Venner a Parigi martedì &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1616">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h1>I nuovi dittatori dei diritti civili</h1>
<h1>GLI  OMOSESSUALI</h1>
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<p>Al razzismo etico oggi non manca una precettistica moralista e una teoria dei diritti umani e individuali</p>
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<div><a href="http://www.ilgiornale.it/autore/marcello-veneziani-46407.html" rel="author">Marcello Veneziani</a> - Lun, 27/05/2013 &#8211; 15:15</div>
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<p>Il suicidio di Dominique Venner a Parigi martedì scorso ha compiuto una duplice dissacrazione: ha dissacrato la Chiesa perché spararsi un colpo di pistola in Notre-Dame significa profanare un luogo sacro e una fede che condanna senz&#8217;appello il suicidio.</p>
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<p>Ma il gesto ha dissacrato anche la nuova religione civile del nostro tempo che si sostituisce alla religione cristiana. I suoi punti fermi oltre le nozze gay e la relativa adozione, si concentrano su una serie di anatemi contro il razzismo, il sessismo, l&#8217;omofobia, l&#8217;accanimento alla vita.<br />
I campi di applicazione si estendono ai temi bioetici, all&#8217;aborto e all&#8217;eutanasia, alle coppie di fatto e alla procreazione assistita, ai transgender e all&#8217;uso di stupefacenti, alle scuole private e all&#8217;immigrazione, con i suoi effetti collaterali. È sorto in Occidente un vero e proprio catechismo laico su questi «valori» che passa dall&#8217;America di Obama alla Francia di Hollande, ha precedenti nella Spagna di Zapatero, in Olanda e nei Paesi scandinavi dove il socialismo statalista conviveva con un libertarismo radicale. In Italia questa nuova religione civile ha sostituito il comunismo, a volte integrandosi col pacifismo e l&#8217;ecologia. La sconfitta delle culture socialiste rispetto al capitalismo e al mercato le ha portate a ripiegare sui diritti civili e sulla religione bioetica, come alibi consolatorio del fallimento sul piano della giustizia sociale. Il socialismo ha ceduto il posto al radicalismo.</p>
<p>Questa religione etica ha oggi una testimonial istituzionale, la presidente della Camera Laura Boldrini, autentica vestale a guardia del fuoco sacro. Chiunque metta in discussione questi principi inviolabili viene accusato dal nuovo clero laico di cadere in uno dei nuovi peccati mortali &#8211; omofobia, sessismo, razzismo, fascismo, accanimento alla vita &#8211; e viene perciò scomunicato, considerato blasfemo, peccatore e condannato alla pubblica gogna del disprezzo mediatico, fino a perseguire i trasgressori a norma di legge. La Nuova Inquisizione punisce i reati d&#8217;opinione, sancisce il moralismo giudiziario da intercettazioni e invoca norme che prevedano l&#8217;ineleggibilità per violazione dei sullodati precetti.<br />
Questa religione etica si traduce anche in chiave politica dando luogo al famoso canone del politically correct che provvede come il Sant&#8217;Uffizio a squalificare l&#8217;avversario. La religione bioetica esercita un disprezzo antropologico verso chi si pone in difesa dei valori della famiglia, della tradizione, della natura e della vita. Anni fa parlai di razzismo etico, una forma inedita di razzismo rispetto a quello «etnico», tristemente noto nel passato. Il razzismo etico è fondato sulla pretesa superiorità di una razza di illuminati rispetto ai retrogradi, oscurantisti nemici della religione bioetica. Una razza che decide quali sono i valori ammissibili e quelli inammissibili. Al razzismo etico (e al mio libro Comunitari e liberal) si è riferito di recente Luca Ricolfi nel suo pamphlet bipartisan La Sfida. Come destra e sinistra possono governare in Italia (Feltrinelli, pp.78, euro 6).</p>
<p>Al razzismo etico oggi non manca una precettistica moralista e una teoria dei diritti umani e individuali. Riassume queste due posizioni una coppia di recenti pamphlet di Stefano Rodotà, Elogio del Moralismo e Il diritto di avere diritti, entrambi editi da Laterza. Sin dai titoli, Rodotà esprime con chiarezza il perimetro etico di questa nuova religione. Non a caso Rodotà è diventato, dopo la sua candidatura grillina al Quirinale, l&#8217;ayatollah laico di questi nuovi pasdaran della rivoluzione mancata. Vi confluiscono in questo universo tutte le sinistre insoddisfatte, i girotondini e il popolo viola, Giustizia e libertà, i nuovi movimenti, Sel, frange del Pd e di 5 Stelle, molti quotidiani e riviste storiche di sinistra, i residui giustizialisti di Ingroia e Di Pietro e qualche esponente cattomoralista. È curioso pensare che la biografia collettiva di questo movimento trae origine dal &#8217;68 e contempla ai suoi esordi la lotta contro il bigottismo morale e religioso. Ma dopo avere demolito ogni senso morale comune, ha poi edificato un nuovo moralismo con risvolti giudiziari. A fronte di questo rigorismo puritano esercitato contro gli avversari, vi è invece la rivendicazione di un libertarismo giuridico individuale assoluto, che ben si compendia nella formula «il diritto di avere diritti». I doveri non sono presi in considerazione se non nella sfera del moralismo e della precettistica verso terzi. Ovvero: la vita è mia e me la gestisco io, ma la vita tua fa schifo assai. Permissivi in generale, però moralisti su certi temi e in alcuni casi.</p>
<p>Questa è oggi l&#8217;unica religione civile che serpeggia in Occidente e in Italia. Dall&#8217;altra parte, troppo pallida o naïve appare la risposta opposta. Nel versante moderato e conservatore si assiste a una frattura tra i Pragmatici, che tendono a cedere sul terreno culturale e legislativo alle richieste della nuova religione etica &#8211; si pensi ai conservatori britannici, ma è solo l&#8217;ultimo esempio &#8211; e i Cocciuti, una compatta ma perdente minoranza che protesta, si agita ma è inadeguata a sostenere le sfide culturali. Alla nuova religione civile fondata sul razzismo etico, non si può rispondere col piagnisteo reazionario e con la pura invettiva, chiudendosi nella ripetizione del passato e nei superstiti fortini. Messi fuori gioco i reazionari, il paesaggio civile appare così dominato da un&#8217;avvilente alternativa: da una parte il nuovo clero dei moralisti con la loro religione etica dei diritti civili, e dall&#8217;altra parte i cinici del nichilismo che agitano solo questioni pratiche o economiche e rifiutano di affrontare principi e temi di fondo, lasciando questo terreno al nuovo clero bioetico. Tutto questo viene dissimulato sotto la coperta liberale. Si tratta invece di vera e propria diserzione sul piano dei principi, di ignavia sul piano dei pensieri e di opportunismo sul piano dei comportamenti. Manca una risposta efficace e credibile che ripensi in modo intelligente i principi della tradizione, il rapporto tra natura e cultura, tra sfera personale e comunitaria, tra diritti e doveri, tra libertà e autorità. Non rifugiatevi dietro il comodo alibi, noi siamo liberali, scaricando tutto a livello di scelte private e individuali. Non rispondete al moralismo col cinismo, al bigottismo col nichilismo pratico. Sfidate a viso aperto il razzismo etico e il suo clero presuntuoso. Abbiate il coraggio di esprimere una visione della vita.</p>
<h1>Nozze gay, da Parigi a Roma la rivolta dei &#8220;conservatori&#8221;</h1>
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<p>In Francia a migliaia in piazza per protestare contro le leggi che cambiano il concetto di famiglia tradizionale. Un&#8217;onda pronta a sfondare anche da noi</p>
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<div><a href="http://www.ilgiornale.it/autore/stefano-zurlo-51170.html" rel="author">Stefano Zurlo</a> - Lun, 27/05/2013 &#8211; 07:50</div>
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<p>Migliaia di bandiere blu e rosa. La Francia profonda si dà appuntamento nel cuore di Parigi e si mette in marcia. Papà che tengono sulle spalle i figli, mamme che spingono le carrozzine, manifestanti che inalberano cartelli satirici scritti col pennarello.</p>
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<div><img src="http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/large/public/foto/2013-05-27/1369637122-manifestazione-francia-nozze-gay.jpg" alt="" width="665" height="221" /></div>
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<p>Per noi che viviamo di immagini e simboli, questo serpentone inarrestabile che scorre parallelo alle acque inquiete della Senna pare far rivivere un nuovo Sessantotto. Scintille di vita e fantasia al potere. E invece no, perché il popolo, questo popolo arrivato dalla provincia con i pullman e i treni, ha già perso. Ed è già stato incellofanato nella soffitta della storia. I matrimoni gay sono legge, il primo verrà celebrato mercoledì a Montpellier, presto avremo anche i marmocchi mano nella mano con due papà, ipotesi A o, variante B, con due mamme. Nessun ripensamento, dicono i socialisti al potere, anche se la folla che rumoreggia in questa domenica di primavera è immensa: 150mila persone, secondo i calcoli sparagnini della polizia, un milione, a sentire i commenti trionfalistici degli organizzatori.</p>
<p>Piano piano la legalizzazione dei matrimoni gay colora i continenti sul mappamondo, dall&#8217;Europa, anche quella più tradizionalista e cattolica, agli Stati Uniti. E presto, anche nel nostro Paese, potrebbe essere piantata la bandierina delle unioni omosessuali. Difficile capire se il contagio arrivi direttamente dalla frontiera di Ventimiglia o da una sorta di globalizzazione del movimento gay friendly. Una volta, solo ieri, lottare per i diritti degli omosessuali voleva dire, almeno in Italia, essere di sinistra. Oggi la frontiera si sta spostando e il dibattito esplode fragoroso dalle parti del centrodestra, dove prima l&#8217;argomento era tabù o quasi. Lo schema è molto semplice. Si offre alla piazza un caso concreto, come la carne di un ragazzo che soffre per la propria diversità: «Chiedo solo di esistere», è il messaggio in bottiglia recapitato a Repubblica dal diciassettenne Davide Tancredi. Ma la bottiglia viene aperta, quel foglio finisce sulla vetrina della prima pagina e allora anche Stefania Prestigiacomo va all&#8217;assalto: «Perché tanta ostilità dei cattolici sulle unioni gay?».</p>
<p>Domande, che per il modo in cui sono formulate, imbarazzano e mettono nell&#8217;angolo ogni eventuale interlocutore. Parole che fanno parte di un pensiero globale, di una sorta di girotondo per i gay che viene ballato a Milano, a Londra, in California e via via in Croazia, in Polonia, ovunque. Il progresso contro l&#8217;oscurantismo, la spontaneità contro l&#8217;oppressione. I matrimoni gay arrivano a Parigi come a Madrid e in buona parte degli Stati Uniti. Presto, par di capire, qualcosa succederà pure da noi. I ghetti, per fortuna, non esistono più, le catene vengono spezzate, ora chi era ai margini è seduto sulle poltrone del potere. Gli anti sono sopportati, con il loro dissenso, come retroguardia di un mondo che non c&#8217;è più. Pronti ad essere ricacciati, attraverso le botole di nuove norme liberal, nelle sacrestie in penombra del loro pensiero antiquato.</p>
<p>Ora a chiedere di esistere sono proprio quelli che non ci stanno. Gli oppositori che sfilano con il loro zaino colmo di motivazioni: religiose ma non solo, anzi anche politiche, culturali, psicologiche e chissà che altro. Ora sono loro a finire dentro un gigantesco recinto con 4500 poliziotti che li guardano a vista, cinquanta arresti preventivi dei più esagitati, un clima di tensione che favorisce il pugno di ferro da parte di chi ormai la sua battaglia l&#8217;ha portata a casa. C&#8217;è il rischio di incidenti, qualcuno irrompe nella sede del partito socialista e grida: «Hollande dimettiti», e allora si interviene con un apparato di flic. Chi prima era tollerato a fatica ora si fa intollerante, chi prima non aveva voce ora la alza per spegnere quella di chi non si riconosce nel cambiamento, chi prima si vergognava nei sottoscala dell&#8217;anonimato ora mette fra parentesi i dimostranti del no. È un processo storico che si compie e una civiltà che si capovolge all&#8217;insegna dolce e seducente del politicamente corretto.</p>
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		<title>The Quiet Collapse of the Italian Economy IL COLLASSO DELL&#8217;ECONOMIA ITALIANA</title>
		<link>http://www.destranazionale.org/?p=1612</link>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 09:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The Quiet Collapse of the Italian Economy Roberto Orsi By Roberto Orsi While attention on the Euro crisis has been focusing primarily on Greece and Cyprus, it is no mystery that Italy, alongside with Spain, constitutes the real challenge for the &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1612">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>The Quiet Collapse of the Italian Economy</h1>
<div><a title="View all posts by Roberto Orsi" href="http://blogs.lse.ac.uk/eurocrisispress/author/orsi/">Roberto Orsi</a></div>
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<p><em>By <a href="http://blogs.lse.ac.uk/eurocrisispress/contributors-2/editors/" target="_blank">Roberto Orsi</a></em></p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0a/Abraham_and_Jehuda_Cresques_Catalan_Atlas._Eastern_Europe_view_from_the_south.I.jpg?uselang=en-gb" alt="" width="139" height="193" />While attention on the Euro crisis has been focusing primarily on Greece and Cyprus, it is no mystery that Italy, alongside with Spain, constitutes the real challenge for the future of the common currency, in any direction events will be unfolding.  In the relative silence of the international press, Italy’s macroeconomic situation has been showing no sign of improvement, and indeed numerous indicators portray a national economy which finds itself in a depression, rather than in a however severe recession. It is no overstatement that the Italian economy is currently collapsing.</p>
<p>Italy is the third largest economy of the Eurozone (after Germany and France), holds the largest public debt (over €2 trillion), which has been growing at an astonishing pace, even in more recent times and particularly as a ratio to GDP (130%), since the latter is contracting fast. How is this sustainable? Well, it is not. But for the moment, thanks to the ECB direct interventions <a href="http://www.corriere.it/economia/13_febbraio_21/bce-acquisto-titoli-stato-italia_e882f992-7c2f-11e2-9e78-60bc36ab9097.shtml">(€102.8 billion of Italian bond purchases in 2011-12</a>) and especially to the LTRO mechanisms, the finances of the Italian state can still be kept afloat. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-01-25/banche-restituiscono-miliardi-euro-110807.shtml?uuid=AbaiuyNH">Italian banks have been absorbing €268 billion of liquidity issued by the ECB by means of the LTRO programme</a>. In its essence, <a href="http://www.linkiesta.it/banche-italia-debito-pubblico-bce">the mechanism is the following</a>: because the ECB cannot lend liquidity directly to the states, except in times of absolute emergency and for the stabilisation of financial markets in the short term (as happened in 2011), it lends money to the banks, which in turn purchase government-issued bonds. Interestingly, the LTRO scheme has also become an instrument for the relatively orderly withdrawal of international investors from Italy, especially French and German, whose share of public debt has fallen from 51% to 35%, mirroring the rise of Italian banks purchasing public debt. This is an important signal, which goes in the opposite direction of an increased interdependency as would be expected from a monetary union in preparation for a political union. It is arguable that many investors are actually systematically reducing their exposure in South Europe, possibly hoping that a future breakup of the common curency will have less harmful consequences if their involvement in the financial and economy destiny of those countries is curtailed to the minimum. For Eurosceptics, it is a signal that, once all foreign investor withdraw, Italy will be left to its fate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The truth is that the Italian state went bankrupt in summer 2011, when interest rates on the national debt went out of control, and as a result Italy lost access to the financial markets. Of course, because of the sheer dimensions of Italy as an economy and as a debtor, the ECB and political authorities in Europe have agreed to create around the country’s finances the appearance of a market, which is in fact, as the numbers above show, largely artificial. Ideally, Italy should stay on this artificial support until the economic conditions improve and confidence is restored to such a level that the country will have again access to a “normal” credit market.</p>
<p>However, this is not happening and there is no sign it is going to happen in the years to come. The situation of the Italian economy is simply dramatic. Recently, a <a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/crisi-peggio-29-crollo-degli-investimenti-906446.html">study has appeared</a> which reveals how the current crisis (2007-2013) is in many ways much worse than the 1929-1934 contraction. In the present crisis, investments have collapsed by 27.6% in the five year period, against 12.8% in the interwar depression. GDP has declined by 6.9% against 5.1%. Italy, with the second largest manufacturing sector in Europe after Germany, <a href="http://www.initalia24.it/2013/04/11/la-produzione-industriale-vicina-ai-livelli-degli-anni-80/">has lost about 24% of its industrial production</a>, going back to the 1980s level. No data is currently showing any sign of recovery. From the beginning of this year, <a href="http://www.repubblica.it/economia/2013/04/19/news/imprese_31mila_chiusure-56992242/">the country has lost over 31,000 companies</a>. Every day <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/economia/2013/03/15/Commercio-due-mesi-crollo-50-negozi_8403231.html">167 retail units are lost</a>, signalling an authentic disintegration of the retail sector. The automotive sector, a crucially important one for the Italian economy, has been constantly contracting: from about 2.5 million cars sold in 2007, <a href="http://www.unrae.it/rae-servizi/item/2337-osservatorio-unrae-mercato-auto-2012-a-1430000-unit%C3%A0">sales in 2012 reached only the 1.4 million mark (the 1979 level)</a> and they are still contracting this year. Construction, the other pillar of the national economy, is in rout: <a href="http://www.lastampa.it/2013/02/20/economia/edilizia-anno-nero-mai-cosi-male-pfbwkvcismPIFvAFX7u4HN/pagina.html">the 14% slump in 2012</a> is only the last in a series of difficult years. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/14/crisi-mercato-immobiliare-crolla-ai-livelli-del-1985/530001/">Home sales have dropped by 29%</a>  in 2012 against the already miserable 2011, to the 1985 level of 444,000 units, about half the number of 2006. Of course, the consequences of this economic disaster in terms of loss of employment are dire: unemployment is now at almost 12% and growing fast. Half a million workers have been put in stand-by and receive a state funded social benefit (<em>cassa integrazione</em>): it is projected that this year again the state will pay well over a billion work hours equivalent of this benefit. Needless to say, it is far more likely for all these workers to lose their job, rather than being re-integrated in the production cycle.</p>
<p>The Italian state has so far managed to defend its financial position by means of increased taxation, limited spending cuts and more borrowing. As illustrated above, the borrowing scheme has been engineered with the help of the ECB and the banking sector. Taxation has now reached unprecedented levels, and it is asphyxiating the economy together with the credit crunch. Spending cuts have been implemented to a certain extent, but like taxes they have a depressing effect on the economy, not to mention their unviability in a largely clientelistic, if not openly kleptocratic system.</p>
<p>Under pressure from the European Union, Italy has committed to a rigorous budget and it has even introduced a balanced-budget amendment in its constitution. Absurdly, the Italian state runs a surplus when public debt interest payments are excluded, but this only appears to be because, purely and simply, the state often “forgets” to pay its suppliers (<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2013/04/06/Debiti-PA-Cgia-Mestre-contate-Pmi_8509295.html">the outstanding debt to private companies is in the €90-€130 billion range, depending on the criteria for calculation</a>).</p>
<p>Now, it is not difficult to imagine that, in a few months, despite the new taxes, the sheer collapse of entire sectors of the economy will cause a rapid contraction of tax revenues. The Italian state cannot possibly accumulate even more debt at a faster pace (at least for Italy, the austerity debate makes little sense). Italy will simply run out of options, and it will require additional measures from the EU. Essentially, some sort of bailout. But because of the sheer size of the economy  and the public debt, this is simply impossible. In the absence of any political consensus around a radically different monetary policy of the ECB, i.e. unlimited QE, which will probably never materialise, and which will clearly not solve any of the country’s structural problems, the only realistic scenario will be that of a debt restructuring or renegotiation, <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/459f80e0-19b8-11e1-ba5d-00144feabdc0.html#axzz2R6g3Oz3H">as suggested by Nouriel Roubini in a precise analysis</a> published more than 18 months ago. The collapse of the Italian state finances is rapidly approaching. It will have an enormous impact on the Eurozone and the European Union.</p>
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<h3 id="a024715"><a href="http://www.beppegrillo.it/2013/05/il_discreto_collasso_delleconomia_italiana.html#commenti">Il discreto collasso dell’economia italiana</a></h3>
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<p><em>Il discreto collasso dell’economia italiana, di Roberto Orsi della London School of Economics and Political Science (<a href="http://www2.lse.ac.uk/home.aspx" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">LSE</span></a>)</em></p>
<p>&#8220;Mentre l’attenzione sulla crisi dell’euro è focalizzata principalmente su Grecia e Cipro, non è un mistero che l’Italia &#8211; con la Spagna &#8211; sia la vera sfida per il futuro della moneta comunitaria. Nel silenzio della stampa internazionale, la condizione della macroeconomia italiana non mostra alcun segno di miglioramento: anzi, numerosi indici ritraggono un’economia nazionale in depressione piuttosto che in severa recessione. Non è esagerato affermare che <strong>l’economia italiana sta crollando</strong>. L’Italia è la terza economia dell’eurozona, dopo la Germania e la Francia, ed ha contratto il più grande debito pubblico (più di duemila miliardi di euro) che è andato crescendo ad un ritmo sorprendente, persino in tempi recentissimi ed in particolare in rapporto con il PIL (130%), visto che quest’ultimo sta rapidamente contraendosi. Come è possibile che un tale debito sia sostenibile? Infatti non lo è! Per il momento, grazie alla BCE (che ha acquistato 102,8 miliardi di euro di debito italiano tra il 2011 e il 2012) e specialmente al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rifinanziamento_a_lungo_termine" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">meccanismo LTRO</span></a>, le finanze italiane hanno potuto essere tenute a galla. Le <strong>banche italiane</strong> hanno potuto assorbire 268 miliardi di euro di liquidità emessa dalla BCE grazie al programma LTRO, il cui meccanismo è il seguente: &#8220;<em>Dato che la BCE non può prestare liquidità agli Stati, eccetto in caso di emergenza estrema e per ragioni di stabilizzazione dei mercati finanziari a breve termine, la presta alle banche che acquistano titoli di credito governativi</em>&#8220;. E’ interessante notare che LTRO funziona come strumento per permettere il <strong>ritiro in buon ordine degli investitori internazionali</strong> dall’Italia, specialmente francesi e tedeschi, la cui quota detenuta di debito italiano è passata <strong>dal 51% al 35%</strong>, facendo sembrare che fossero le banche italiane a ricomprare il debito nazionale. Questo è un segnale importante, che va <strong>in senso contrario alla interdipendenza</strong> che ci si aspetterebbe nel quadro di un’unione monetaria e di una prossima unione politica dell’eurozona. E’ realistico pensare che molti investitori stiano riducendo sistematicamente la loro esposizione in Europa del Sud, nella speranza che una prossima uscita dall’euro avrà per loro conseguenze meno gravi. Per gli euroscettici significa che, una volta che gli investitori stranieri si saranno ritirati, l’Italia verrà abbandonata al suo destino.<br />
La verità è che <strong>lo Stato Italiano è fallito nell’estate del 2011</strong>, quando gli interessi del debito nazionale andarono fuori controllo e, come risultato, l’Italia perse l’accesso ai mercati finanziari. Ma, a causa dell’importanza dell’Italia come realtà economica e come DEBITRICE, la BCE e le autorità politiche europee hanno acconsentito alla creazione artificiosa di una parvenza di mercato attorno alla finanza pubblica italiana. L’Italia avrebbe dovrebbe rimanere sotto questa tutela fino a quando la situazione economica interna non fosse migliorata migliori insieme alla fiducia dei mercati per tornare ad accedere al mercato del credito. Ma questo purtroppo non avviene e non ci sono segni che lascino sperare che ciò accada nei prossimi anni. La situazione dell’economia italiana è semplicemente drammatica.<br />
Recentemente è apparso un rapporto che rivela come la crisi attuale (2007-2013) sia molto peggiore di quella del 1929-1934. Nella presente crisi <strong>gli investimenti sono crollati</strong> del 27.6% in cinque anni, contro il 12.8% della recessione tra le due guerre. Il PIL è sceso del 6.9% contro il 5.1%. L’Italia, il cui comparto manufatturiero è secondo in Europa dietro la Germania, ha perso il 24% della sua produzione industriale, tornando ai livelli del 1980. Nessun dato mostra segni di ripresa. Dal’inizio dell’anno, il Paese <strong>ha perso più di 31.000 aziende</strong> ed ogni giorno chiudono 167 punti vendita al dettaglio, un’autentica disintegrazione del settore della distribuzione. Il settore dell’auto, uno dei più importanti, non fa che contrarsi: dai 2,5 milioni di vetture vendute nel 2007 siamo giunti ai 1,4 milioni di oggi, come nel 1979 e continuano a scendere. L’edilizia, altro pilastro dell’economia nazionale, è alla rovina: la caduta del 14% nel 2012 è l’ultima di una lunga serie. Le vendite di alloggi sono scese del 29% nel 2012 rispetto al 2011 che fu una catastrofe, fino al livello del 1985 di 440.000, la metà del 2006. L&#8217;impatto di questa tendenza sull’impiego è drammatico: la disoccupazione e’ giunta al 12% e sale rapidamente. <strong>Mezzo milione di lavoratori</strong> sono in cassa integrazione, e appare certo che a breve termine perderanno il loro impiego invece di essere reintegrati nel ciclo produttivo. Lo Stato Italiano si è finora arrabattato per difendere la propria posizione finanziaria per mezzo di ulteriori tassazioni, piccole riduzioni di spesa e altri prestiti. Come illustrato prima, lo schema di questi nuovi prestiti è stato architettato con la BCE e il settore bancario. La tassazione ha raggiunto livelli record, e con la stretta creditizia sta asfissiando l’economia interna. I tagli di spesa sono stati applicati fino ad un certo punto ma, come l’aumento delle tasse, hanno un effetto deprimente sull’economia per non parlare della loro difficile applicazione in un sistema clientelistico per non dire apertamente cleptocratico come quello Italiano.<br />
Sotto la pressione della UE l’Italia si è impegnata a misure rigorose di controllo della spesa pubblica, fino ad introdurre un <strong>emendamento costituzionale</strong> per farle rispettare. Sembra assurdo ma il bilancio dello Stato appare in attivo se non si considerano gli interessi passivi sul debito, ma questo è dovuto al fatto che lo Stato spesso “<em>dimentica</em>” di pagare i suoi fornitori: lo scoperto nei confronti delle aziende fornitrici ammonta a una cifra oscillante fra 90 e i 130 miliardi di euro. Non è difficile immaginare che, in pochi mesi e malgrado le nuove tasse, <strong>il collasso di interi settori dell’economia</strong> interna causerà un rapido abbassamento degli incassi di imposte. Visto che non sembra possibile contrarre nuovi prestiti e che in Italia parlare di misure di austerità è una barzelletta, lo Stato italiano si troverà senza vie di uscita possibili e saranno necessarie nuove misure della BCE.<br />
Essenzialmente, una forma di <strong>fallimento assistito</strong> e controllato. Ma, dati gli ordini di grandezza dell’economia e del debito pubblico italiani, ciò è semplicemente impossibile. In assenza di qualsiasi consenso politico riguardo ad una politica monetaria radicalmente diversa della BCE, il solo scenario realistico sarà quello di una rinegoziazione o di una<strong>ristrutturazione del debito</strong>, come suggerito da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nouriel_Roubini" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Nouriel Roubini</span></a> in una precisa analisi pubblicata circa 18 mesi fa. Il collasso della finanza pubblica italiana sta avvicinandosi rapidamente ed avrà un enorme impatto sull’Eurozona e sulla UE.&#8221;<br />
<a href="http://blogs.lse.ac.uk/eurocrisispress/2013/04/23/the-quiet-collapse-of-the-italian-economy/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Versione originale in lingua inglese</span></a></p>
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		<title>“L’ex numero 2 dei Servizi Segreti &#8211; AISI  (ex SISDE) passava notizie alla camorra”</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 11:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[“L’ex numero 2 dei servizi passava notizie alla camorra” Franco La Motta, fino a pochi giorni fa, era il numero 2 dell’Aisi I pm di Napoli: nelle telefonate la prova dell’appoggio ai clan GUIDO RUOTOLO ROMA Tirate il fiato perché &#8230; <a href="http://www.destranazionale.org/?p=1601">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>“L’ex numero 2 dei servizi<br />
passava notizie alla camorra”</h3>
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<div><img title="" src="http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/05/12/Italia/Foto/RitagliWeb/dc11889ddba159b652532d753faa1cb6--330x185.jpg" alt="" border="0" />Franco La Motta, fino a pochi giorni fa, era il numero 2 dell’Aisi</p>
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<div>I pm di Napoli: nelle telefonate<br />
la prova dell’appoggio ai clan</div>
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<div>GUIDO RUOTOLO</div>
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<div>ROMA</div>
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<p>Tirate il fiato perché questa è la storia che ci riporta a un tempo antico, quello in cui camorra e servizi segreti operarono insieme. In questo caso invece camorra e Stato, ministero dell’Interno, hanno investito i propri capitali nella stessa banca. Ma i soldi del Viminale sono spariti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Iniziamo da un passaggio del decreto di fermo della Procura antimafia di Napoli contro due riciclatori del clan camorrista Polverino, Eduardo Tartaglia, produttore cinematografico, Rocco Zullino, broker che opera a Lugano. Fermati martedì scorso, nello stesso giorno in cui gli uomini del Ros dei carabinieri entravano nella sede dell’ex Sisde, oggi Aisi, il servizio segreto civile, per perquisire gli uffici di Franco La Motta, prefetto in pensione da un mese, da aprile, e fino allora numero 2 dell’Aisi &#8211; e prima ancora numero uno del Fondo Edifici di culto (Fec) presso il Viminale &#8211; e fino a martedì consulente dell’Aisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il procuratore aggiunto Gianni Melillo e i pm Ardituro, Del Gaudio e Ribera scrivono nella richiesta di convalida del fermo: «Numerose sono risultate poi le conversazioni intervenute tra Eduardo Tartaglia e Rocco Zullino aventi ad oggetto un investimento eseguito dal Ministero dell’Interno, in particolar modo dal Dipartimento per le libertà civili e per l’immigrazione (da cui dipende il Fec, ndr). Non è ancora chiara la natura del consistente impiego di denaro pubblico presso la Hottinger (banca svizzera, ndr), ma è oltremodo evidente l’imbarazzo degli interlocutori nell’affrontare le conversazioni relative alla vicenda».</p>
<p>Aggiungono i pm: «In tale vicenda risulta coinvolto il Prefetto Franco La Motta, come osservato in contatto con il Tartaglia, oltre che individuato dal Perrone (Roberto, imprenditore, ai vertici del clan Polverino oggi pentito, ndr) come soggetto a cui il medesimo Tartaglia si riferiva come esponente in grado di fornire informazioni sulle indagini in corso».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sappiamo poi che il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, appreso del buco di una decina di milioni di euro sottratti al Fec, investiti da La Motta nella «Hottinger» e poi scomparsi, ha inviato un esposto alla Procura di Roma &#8211; che indaga il prefetto La Motta per peculato e riciclaggio &#8211; e messo in piedi una commissione d’inchiesta formata da un avvocato dello Stato, un generale della Gdf e un ispettore del Tesoro.</p>
<p>Il fermo dei due riciclatori avviene nell’ambito di una inchiesta che riguarda «il trasferimento -attraverso una serie coordinata di varie operazioni finanziarie internazionali &#8211; della somma di circa 7 milioni e 200 mila euro, provento del delitto di associazione mafiosa, inizialmente presso la Projeckty Investice s.r.o. utilizzando una banca sul territorio della Repubblica Ceca, successivamente nel Regno Unito, apparentemente ad una società denominata Willbest Ltd. ed, infine, su un conto aperto presso un istituto bancario elvetico.». I 7 milioni e 200 mila euro sono il provento del clan «per la realizzazione di un centro commerciale IPERCOOP a Quarto».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A proposito di Tartaglia e Zullino, i pm napoletani si sono convinti che il secondo fosse «completamente asservito e pervaso da una sorta di sudditanza nei confronti del socio padrone Tartaglia anche per le decisioni più banali». A Zullino che gli dice di aver fissato un appuntamento di lavoro, Tartaglia gli suggerisce «di mettere nel suo studio le foto che ha con Maroni o altre personalità per dare più credibilità all’incontro…».</p>
<p>Racconta Roberto Perrone: «Il Tartaglia fece particolare riferimento ad un suo cugino, prefetto in Roma, che &#8211; grazie alla sua posizione &#8211; era riuscito ad ottenere informazioni sulle mosse della Procura in relazione a questa vicenda. Devo dire che, in seguito, in colloqui riservati tra me e l’Imbriani, quest’ultimo mi ha poi riferito di aver stretto un rapporto costante con questa persona, tanto che spesso la frequentava recandosi in Roma».</p>
<p>Sempre Perrone racconta un episodio che avvenne nel 2007, quando lui e gli altri imprenditori camorristi volevano acquistare una caserma, «che era l’arsenale dismesso della Marina Militare di La Spezia, nella zona delle Cinque Terre».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto necessitava di «un cambio di destinazione d’uso» per la «successiva costruzione di numerosi appartamenti o, addirittura, di una struttura alberghiera». «Data la particolare difficoltà nell’acquisizione di un terreno demaniale, Nicola Imbriani si avvaleva inizialmente dell’appoggio politico del senatore Gaetano Pellegrino (Udc, ndr) che gli aveva fornito le dovute assicurazioni al riguardo.</p>
<p>Il prefetto La Motta, entrava in gioco in questa vicenda per i necessari contatti per essere favoriti sia nell’acquisto e sia per gli eventuali successivi atti urbanistici, come per esempio i cambi di destinazione d’uso, di un immobile di proprietà demaniale e successivamente dismesso».</p>
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