PARTITO POLITICO MSI – DN RICOSTITUITO NEL 2003 DAL PRESIDENTE GAETANO SAYA.

AVV. LORENZO MARIOTTI

Dottore di Ricerca – Facoltà di Giurisprudenza

Università degli Studi di Padova

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CORTE DI APPELLO DI FIRENZE

Sezione Prima Civile – Coll. 2- causa civile n. 2002/2008 rg –

Comparsa conclusionale

Nell’interesse di

Corpo Politico Movimento Sociale Italiano-Destra nazionale, Nuovo M.S.I.,

Maria Cannizzaro,

Andrea Luca Torto

(avv. Lorenzo Mariotti)

contro

Alleanza Nazionale

(avv. Riccardo Andreani)

* * *

Nell’anno 1995, dopo la c.d. “svolta di Fiuggi”, Gianfranco Fini, Segretario del Partito MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO, al fine di concretizzare il proprio obiettivo politico di liberare definitivamente il Partito dall’etichetta di post-/filo-fascista, chiede ai suoi membri di seguirlo in una svolta che consenta la nascita di una nuova destra “nazionale, sociale e partecipativa”. Diviene così Presidente di ALLEANZA NAZIONALE (AN). Da una parte dispone la chiusura del Codice Fiscale e della Partita I.V.A. in dotazione all’MSI, dall’altra apre una nuova posizione presso l’Anagrafe Tributaria, con nuovo Codice Fiscale e Partita IVA, adottando come simbolo un nuovo logo verbale e figurato in cui la fiamma tricolore con scritto MSI appariva, in piccolo – al solo fine di non perdere i voti dei nostalgici dell’ex MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO DESTRA NAZIONALE, sebbene tutta l’ideologia del vecchio movimento fosse stata definitivamente abbandonata; lo stesso Fini dichiarando che “non sarebbe più ritornato nella casa del padre”, alla vecchia politica del MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO.

Codice Fiscale e Partita I.V.A. rappresentano lo strumento di identificazione innanzi all’Erario anche delle associazioni, quali sono i partiti politici, e così nei rapporti con i privati, gli enti, le amministrazioni pubbliche e qualsiasi altra istituzione. Codice Fiscale e Partita I.V.A. devono essere richieste da tutte le associazioni, anche da quelle che non svolgono attività imponibili ai fini tributari. Per qualsiasi attività negoziale (contratti con soggetti pubblici o privati, richiesta di finanziamenti, sponsorizzazioni, locazioni o comodati di beni immobili ecc.), per qualsiasi adempimento amministrativo (versamento di tasse, imposte, canoni ecc.) l’associazione deve indicare obbligatoriamente il codice fiscale e la partita IVA.

Nel 2003 il Signor Gaetano Saya, insieme ad un folto gruppo di ex militanti del MSI, rifonda il partito NUOVO MSI DESTRA NAZIONALE con il logo verbale e figurato: MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO – DESTRA NAZIONALE NUOVO M.S.I. (ciò alla stregua di quanto avvenuto in relazione ad altri partiti come il Nuovo P.S.I., ecc.) chiedendo ed ottenendo dal Ministero delle Finanze la riapertura di una posizione innanzi all’Anagrafe Tributaria (Codice Fiscale e Partita I.V.A.).

Presso il Ministero delle Finanze al n. 8326 del 02.12.2003, e al Registro dei Marchi e Brevetti al n. FI-20030001111386 del 01.12.2003, registra un Brevetto per Attività di Partito e di Associazione Politica, classe 42, appositamente prevista dal Ministero dell’industria per i partiti politici, notificato al Ministero dell’Interno in data 04.08.2003.

Il giorno 10 febbraio 2006 il Signor Gaetano Saya chiede, ai sensi dell’art. 105 e per gli effetti dell’art. 103, della Legge 22 aprile 1941 n. 633 (Protezione del diritto d’autore), e ai sensi degli artt. 31, 32, 34 e 35 del relativo Regolamento di esecuzione, approvato con R.D. 18 maggio 1942 n. 1369, presso il Ministero per i Beni e le Attivita Culturali per i diritti di Autore (Prot. 14093/06), l’inserimento nel Registro Pubblico Generale delle opere protette del Disegno/Simbolo come di seguito identificato: “il disegno in oggetto, verbale e figurativo, è costituito da un disegno con all’interno la scritta dominante DESTRA NAZIONALE in carattere Bastone a lettere maiuscole con andamento ad arco di cerchio con al centro una fiamma divisa in tre parti ….”. Marchio che veniva altresì brevettato & registrato al n. 1470784 con presentazione 27 maggio 2011, concesso in data 14 dicembre 2012, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Subito dopo la fondazione del partito “Nuovo Msi” iniziò la relativa attività politica, con l’intervento in varie elezioni politiche comunali e provinciali, e si registrarono i primi scontri con il partito ALLEANZA NAZIONALE, il quale tra l’altro avvia un procedimento giudiziario innanzi Tribunale a Firenze nel 2006.

Il Presidente di A.N. Gianfranco Fini chiamò in giudizio il partito Nuovo MSI in nome del legale rappresentante Gaetano Saya, oltre che della Sig.ra Cannizzaro Maria investita della carica di Vice Presidente Vicario (aspetto di cui non veniva dato atto) e di Andrea Luca Torto di Mola Di Bari il quale, essendo un semplice iscritto con un semplice incarico temporaneo, non ha mai avuto alcuna carica di rappresentanza del partito, in specie ai fini giudiziali.

Nel 2008, intanto, Gianfranco Fini dichiarò che ALLEANZA NAZIONALE non esisteva più e tale fine fu certificata dopo qualche mese, in autunno, quando A.N. fu sciolta per confluire ufficialmente nel PDL, così come fece anche il partito politico Forza Italia.

Nel 2009 – fatto più che notorio – fu definitamente chiusa Alleanza Nazionale con apposita determinazione congressuale che all’art. 4 prescrive, tra l’altro, che “lo statuto in vigore non ha più efficacia. Cessano altresì di avere efficacia i suoi Regolamenti ed ogni altra sua norma di funzionamento”; soggiunge l’art. 5: “Alleanza Nazionale è retta ed amministrata per tutto il tempo di cui sopra da un COMITATO DI GESTIONE……..” da ultimo secondo l’art. 7 “Sono chiamati a comporre il comitato di gestione gli iscritti Franco Ponte (con funzioni di Presidente) e Rita Marino (con funzioni di Vicepresidente)”. Nella predetta determinazione nulla si dice circa la rappresentanza attiva e passiva provvisoria, anche di carattere giudiziario.

A fronte di ciò non è dato comprendere per quale principio di successione, la Fondazione di Alleanza Nazionale sia subentrata nel contenzioso oggetto di odierna analisi. Nella realtà del caso, non sussistendo alcun soggetto legittimato a subentrare nella posizione processuale, attiva o passiva, del disciolto partito politico ALLEANZA NAZIONALE. Nel presente giudizio è semplicemente venuta meno la controparte senza che per legge, o altro atto, un diverso soggetto possa subentrare nella relativa posizione giudiziale: estinta la persona giuridica A.N. nessun’altra persona giuridica è subentrata alla prima.

La Fondazione di A.N. non è un Partito Politico, né un successore, a nessun titolo, universale e/o particolare, a tutti gli effetti, di A.N., per l’effetto essendo priva di legittimazione alla causa, pendente e iniziata in primo grado da A.N..

L’atto di dotazione della Fondazione del 14 dicembre 2011, ai rogito del Dott. Alfredo Maria Becchetti, Notaio in Roma, Repertorio n. 22.494 e Raccolta n. 10.019, evidenzia questa circostanza: è stato costituito un nuovo ente di diritto che, dal punto di vista della personalità, nulla ha a che vedere con Alleanza Nazionale; la Fondazione, come scopo ha “la conservazione, tutela e promozione del patrimonio politico, e di cultura storica e sociale che è stato proprio, fino alla odierna evoluzione, della storia della destra italiana e segnatamente del partito politico Alleanza Nazionale.”. La Fondazione non subentra nella personalità di A.N., ne raccoglie solo i valori storici e politici al fine di promuoverli e conservarli: ovvero con intenti solo “museali” e laddove possibile economici.

Il fatto che sia conferito alla Fondazione l’uso esclusivo dei simboli e dei loghi (pag. 4, ultime righe) non avviene sul presupposto evidente di una prosecuzione della personalità, ma solo come elemento economico (“il diritto esclusivo alla utilizzazione anche economica degli emblemi, dei simboli, dei loghi”): non emerge, in base all’intervento della Fondazione, pertanto, l’aspetto giuridico della personalità e della identità personale, a cui aveva dato risalto il primo giudice, quanto quello esclusivamente economico, con ciò introducendosi tutt’altro profilo di diritto rispetto a quello costituente thema decidendum del processo pendente; e tuttavia nei confronti del profilo sollevato da Fondazione A.N. appare davvero dirimente la registrazione del simbolo effettuata dagli attori presso l’Ufficio Brevetti.

La Fondazione non può contestare agli attori nessun marchio registrato e/o alcuna opera dell’ingegno brevettata proprio in forza delle precedenti registrazioni del sig. Saya: tant’è vero che la richiesta di registrazione avanzata dalla Fondazione di A.N. presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, Ufficio Italiano Brevetti e Marchi in data 19 novembre 2013 (e quindi in data successiva a quella in cui il Signor Saya Gaetano ha ottenuto la registrazione del marchio del MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) è stata legittimamente respinta, con procedimento n 6.2015 del 9 gennaio 2015 UIBM-FI2010C001045 – 8.2015 DEL 9 gennaio 2105 UIBM-FI2010C000075 con la conseguenza che non si è proceduto a trascrivere il relativo marchio a favore della Fondazione essendo già registrato in precedenza a favore di Gaetano Saya.

In ogni caso la nuova eccezione dell’acquisto del simbolo di cui è causa da parte della Fondazione è in questa sede una mutatio libelli inammissibile.

La Fondazione non è un partito ma un mero contenitore di immobili e valori monetari che prescinde da qualsivoglia ideale politico attuale, contrariamente al Nuovo MSI che si sta muovendo sul territorio in occasione di ogni tornata elettorale.

Il nuovo MSI ha sedi in tutta Italia e le liste elettorali sono state già presentate ed ammesse con continuità d’uso: a Latina, Reggio Calabria, Siracusa, Chieti, Cagliari, Oristano, Abano terme, San Severo, Pontecagnano ecc.

Il simbolo, alla data odierna, oltre che per la c.d. continuità d’uso, risulta protetto da registrazione presso l’ufficio Marchi & Brevetti del Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la lotta alla Contraffazione, Ufficio Italiano Brevetti e Marchi a favore di Gaetano Saya.

In conclusione si insiste per l’accoglimento dell’appello in considerazione del fatto che la Fondazione non ha legittimità processuale non avendo alcun titolo per subentrare nella posizione di A.N.; d’altro canto A.N. è partito oramai appartenente al passato, non più esistente, per cui non si è potuto costituire nel secondo grado.

Quanto al simbolo del vecchio MSI esso non può fare più parte del patrimonio personale “identificativo” di A.N., proprio perché questo partito – fatto notorio – non è più esistente, nella cui personalità nessun altro soggetto giuridico è subentrato. Né può essere reclamato in forza di un acquisto a titolo particolare dalla Fondazione, essendo, il tema della presente controversia, già delineato, quanto a thema decidendum, nel senso del diritto della personalità. Introdurre una nuova eccezione, con nuovo soggetto, in forza ad un diverso titolo di acquisto, questa volta a titolo particolare, sarebbe inammissibile mutatio libelli. E comunque contro questa eccezione sarebbe comunque dirimente la registrazione del marchio precedentemente effettuata dagli attori e documentata.

Con osservanza.

Pistoia 23-11-2015 Avv. Lorenzo Mariotti